Lezione · Costruire la fiducia
Costruire la fiducia
Tempi individuali e ambiente tranquillo
Costruire un rapporto sereno richiede tempi diversi per ogni rapace: contano la specie, la storia individuale, la capacità del falconiere e il tempo disponibile. Si comincia in un luogo tranquillo, dove persone di passaggio, cani o bambini rumorosi non cancellino i progressi. Le operazioni vanno ripetute con pazienza fino al risultato desiderato; un animale non ancora ammansito avrà inizialmente bisogno di aiuto in tutti i passaggi. Sul pugno deve poter stare senza qualcuno alle spalle. Nei soggetti correttamente imprintati, questa familiarità viene coltivata quotidianamente fin dai primi giorni di vita. L’imprinting resta però una fase delicata: se gestito male può favorire vocalizzazioni insistenti e aggressività, anziché una relazione equilibrata. Per chi comincia, è importante capire che l’ammansimento non segue un calendario uguale per tutti: non è specificata una durata entro cui ottenere questi risultati. Ripetere le operazioni significa dare continuità al rapporto, senza pretendere che un soggetto inesperto si comporti già come uno abituato alla presenza umana. La tranquillità del luogo e quella del pugno appartengono allo stesso percorso. Anche la familiarità di un animale imprintato non rende irrilevante la correttezza di questa fase, perché una gestione inadeguata può compromettere il comportamento successivo.
Appoggiare sulla pertica e sul blocco
La pertica alta è indicata soltanto per accipitridi e falconidi, non per i rapaci notturni: se questi cadono dibattendosi, difficilmente riescono a risalire da soli. Con il rapace sul pugno sinistro, la mano destra solleva delicatamente la coda per proteggere le timoniere. Si accostano quindi i tarsi all’appoggio, esercitando una lieve pressione perché l’animale faccia un passo indietro. Dopo averlo assicurato con il nodo corretto, bisogna osservarlo. Se resta appeso a testa in giù, lo si sostiene delicatamente dal dorso. Non va lasciato sulla pertica finché non sa risalire autonomamente. La larghezza deve impedire che, cadendo lateralmente, rimanga impigliato con i geti. Sul blocco valgono le medesime attenzioni per coda e tarsi. Il trasferimento non termina dunque nel momento in cui le zampe raggiungono l’appoggio. Occorre distinguere il saper stare sulla pertica dal saperci tornare dopo essersi dibattuto: proprio questa seconda capacità determina se il rapace possa esservi lasciato. L’attenzione alla coda riguarda invece il momento del passaggio, quando le penne potrebbero danneggiarsi. Non è indicata una misura universale per la larghezza della pertica; il criterio descritto è evitare che l’animale resti incastrato lateralmente con i geti.
